Scarpe


 

diario

Ho indossato le scarpe
di un distratto padrone,
le ho calzate per bene,
di un leggero rancore

e ho cucito le suole
nelle notti di stanca,
quando langue l’amore,
quando la nave arranca.

Brandelli di sangue,
battezzati nell’alba,
hanno urlato e sorriso,
nascosto e fuggito
un dolore preciso.

Così, strette al respiro
del mio breve cammino,
quelle scarpe abusate
dall’amaro viaggiare,
m’hanno spinto lontano,

oltre il solco distante
dell’intimo pianto
di una marcia dolente.

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