“Se mi vede Cecchi, sono fritto!” di Gadda-Parise
“Se mi vede Cecchi, sono fritto” •••••
– Carlo Emilio Gadda, Goffredo Parise, 2015 – Adelphi – pp. 346 – € 18,00.
Delizioso racconto, per il tramite del carteggio Gadda-Parise delle ansie, paranoie, insicurezze, arguzie dell’Ingegnere acciaccato nel corpo e nell’animo e del giovane scrittore carico di ambizione e pazienza. L’amicizia sincera che si espande al di là dell’interesse per la letteratura, ma che ad essa, inevitabilmente, si avvinghia. Così, si passa in rassegna un periodo letterario “aureo”, quello italiano degli anni cinquanta e sessanta in cui in un ampio dialogo a più voci attori sono stati Gadda, Montale, Pasolini, Piovene, Citati, Einaudi, Garzanti, Parise…
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».
