1 romanzo in 10 righe

La camera azzurra di Simenon

La camera azzurra
– Georges Simenon, 2008 – Adelphi – pp. 153 – € 10,00.

Nessun commissario Maigret a tessere le fila d’un giallo capovolto. Una sfilza di personaggi secondari a comporre un’istruttoria carica di tensione che tiene incollati alla pagina. Una narrazione in cui ad essere scoperta, nelle ultime righe, sarà la vittima. Intenso racconto, immerso in una provincia bigotta come ogni provincia sa d’essere. Storia in cui viene portato al parossismo la devastazione esistenziale che scaturisce da una passione folle. Il possesso diabolico dell’amante, inconsapevolmente finito in trappola, è da perseguire a tutti i costi per la protagonista, che alla fine trionfante, dopo il verdetto che li condannerà ai lavori forzati, dice “non ci hanno separati!”.

Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».

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