Alla foce del fiume
Mi sono fermato alla foce del fiume
ed ho visto passare relitti di vite vissute
e ho ascoltato i tormenti
di mille lamenti di voci lontane.
Mi sono fermato alla foce del fiume
ed ho visto battelli carichi di speranze
solcare le acque del tempo,
strabordare al soffio del vento,
e gabbiani planare leggeri
su prede ignare.
Mi sono fermato alla foce del fiume
dove tutto si mescola placidamente,
fluendo nel mare.
(Pubblicata nell’antologia poetica “Il Federiciano 2010” – Aletti Editore)
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».
