Mantieniti vivo
Mentre morivo.
Mia madre disse
“bambino non lasciare
che scaglino i tuoi sogni a terra
e non farli calpestare
e prega piano
e fa che il tuo cammino
segua la sua strada e stammi un po’ vicino.”
Mia madre disse,
e mi diede una rosa,
“assaggiane il profumo e lentamente
che ti rimanga in mente,
e prega iddio
e fa che il suo respiro
si posi dolcemente sul bambino mio.”
Mia madre disse
“figlio mio non giocare
che di tempo ne rimane poco
e non star lì a guardare
e fuggi via, si fuggi via
prendi tutte le tue cose
e porta via con te quest’odor di rose.”
Adesso, adesso sono lontano
ed in mezzo al cammino
mi trovo solo, offeso e nudo
ma ho pregato e creduto,
come voleva lei, come voleva lei, come voleva lei
questo mi rimane di una vita insieme.
Mia madre disse,
ed aveva paura,
“fa che queste mie vecchie ossa
guardino la radura
e lascia qui e lascia qui
il mio ultimo sospiro
ma prima d’andar via tendimi la mano.”
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Tremante» (2018, Castelvecchi) «Rumori» (2017, Bookabook), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».