Diario,  La mia testa è il mio rifugio,  Poeticherie

18-02-2012


 

Mi piace il fragore delle onde,
puntare la linea dell’orizzonte che inseguo a perdifiato,
e ritornare stanco a riva dopo essere stato a largo.
e ascoltare il silenzio della notte, ha di che parlare e non conosce parole,
e seguire con gli occhi la voce del vento che strappa alle foglie storie da raccontare.
Mi piace la luce tremante di una candela ostinata
nel non piegare la fiamma al primo soffio impudente,
e la neve nel silenzio che dice e il candore che tace il rumore di colori sgargianti,
mentre il crepitare del fuoco fa danzare il profumo della zuppa che mi scalderà le ossa

e mi piace l’odore di casa
che ritrovo lontano ogni volta che disfo il bagaglio
e mi piace
tornare alla quiete che ho perduto,
immaginarla leggera,
che scorra come acqua tra le dita
e nelle lacrime sul velluto delle labbra che mi dai.

Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».

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