Il reduce

Cammina a passo lento senza guardare
i pensieri corrono ai tempi del mare
ma adesso che è lontano
cosa si può aspettare
le gambe tremano
ed è difficile non scivolare
Ed un berretto storto copre un dolore
che la memoria spesso torna a riaprire
un biccherino in più
per raccontarsi ancora
e qualche passo in là
potrà abbracciare la tranquillità.
Si chiede se sia vecchio
per chiudersi dietro a un rifiuto
si guarda ad uno specchio
e i suoi occhi che che gridano aiuto
e sente che ha paura
e scivola,
e scalcia in aria,
bestemmia al vento,
respira stanco.
Cammina a passo lento e senza parole
conduce la sua vita alla foce del fiume
e si ferma ad ascoltare
le onde che scrosciano
e in qualche tempo andato
ricorda d’esserne stato bagnato
Si chiede se sia giusto
chiudersi dietro a uno specchio
Che forse è troppo presto
spegnersi e darsi per vecchio
e sente che ha paura
e prova ancora, come una volta,
ad alta voce a ricordare
Quella canzone antica
compagna dei viaggi per mare
e forse ha perso il senno
ché sorride agli sguardi del mondo
e non ha più paura
o almeno crede, crede in qualcosa,
negli occhi ha il mare…
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».