… e ritornò

…
afferrò il sole e ne fece scintille
e prese il fuoco e riscaldò la casa
e versò il sangue e dissetò le folle
e strappò il cuore e ingrassò le messi
e attraversò il fiume su un vecchio vascello
raccolse pesci e relitti, comandanti e dispersi
e nascose tutto sotto il caro mantello
…
e afferrò il sole e diede la luce
e prese il fuoco e bruciò il blasfemo
e sputò sangue senza alcuna voce
e strappò l’occhio di Polifemo
e attraversò il mare sull’antico veliero
lasciando alle spalle regni e ricchezze
e guardò il volto allo specchio credendosi vero
…
e afferrò il polso alla bella fanciulla
e prese il fuoco e forgiò la corona
e versò lacrime sulla candida culla
e s’addormentò sulla grassa poltrona
e attraversò il mondo su sandali stinti
lasciando alle spalle sudore e rancore
e vide in vetrina i suoi occhi spossati e vinti
…
e ritornò indietro per non perdere niente,
per rifare gli sbagli e gli errori di sempre,
per avere le spalle lacerate di nuovo,
per piangere e ridere e piangere ancora.
Massimiliano Città
Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».