Poeticherie

Il violino di Franz


schubert1

Volgo le spalle al fiume e intono una preghiera,
mentre l’acqua scivola via portando con sé residui di passato,
non conosco le parole
eppure lieve s’alza il canto dalla terra,
e sale, e sale,
oltre gli sguardi increduli dei passanti
e il rumore che sovrasta la speranza.
Sogni dismessi dentro anfratti che non ricordiamo ancora
eppure lieve soffia il canto dalle labbra
e sale, sale.
Stanotte la mia voce è un violino
domani, forse, spezzerò la corda,
ma lasciatemi cantare,
ora.

Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».

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