Piccoli passi in blues


lettere
Essere superati dai propri passi,
guardarli andare,
e restarsene lì, lontani.
Essere superati dai propri passi
per poi riprenderli.

E scende la neve
e lieve si posa sull’asfalto,
e copre il rumore del nostro passaggio.
Il vento soffia leggero,
pare disegnare sorrisi bianchi per l’aria,
sorrisi che s’inseguono
giocherellando con la tua pelle.
Il vento soffia,
senza spezzarti il fiato ti sveglia
e rinfresca il respiro.

Mentre cammini
le voci dei passanti si accavallano,
s’insinuano,
fino a piegare i tuoi pensieri,
a confondersi con essi.
E non sai più com’eri prima.
Smarrisci l’idea,
e a nulla vale voltarti indietro
e gettare uno sguardo oltre le spalle.
Tutto quello che hai visto
si mescola al cammino intrapreso,
e rapprende la parola.
Sai di sentirti diverso,
nel suono stesso di quello che dici.

Un cammino ha da farsi,
e spesso la spinta indirizza la strada.

Io di passi ne ho fatti,
e li ricordo tutti.
Uno ad uno potrei raccontarveli.
Avrei bisogno di fermarmi
e sedere lungo il ciglio.
Ma un racconto non sa riposare
e richiede fatica.
Nel ricordare
mi ritroverei a ripercorrere ancora il vecchio cammino,
con occhi e voci nuove da sovrapporre.
Qualcuno saprà farlo, meglio di me.
Qualcuno saprà percorrere strade migliori.
Vie chiare che conducono a chiare mete.

Il mio è un cammino che non so lasciare,
perché non ha meta.

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