1 romanzo in 10 righe

Il Rumore del tempo di Barnes

Il Rumore del tempo – Julian Barnes, 2017 – Einaudi – pp. 216 – € 11,00.

Due storie parallele. Una interiore, l’altra esteriore. Un unico protagonista, il compositore russo Dmitrij Šostakovič. Mitia. Che a giocare con le parole potrebbe raffigurarsi come una persona estremamente “mite”. Indolente, eppure guerriera. Il campo di battaglia della sua personalissima lotta è esclusivamente la mente. La mente di un musicista che tra le note e l’immaginazione creativa gode della massima libertà, libertà che si spegne d’ogni energia per tutte quelle volte che mette fuori il naso dalla mente del protagonista. Un uomo completamente soggiogato. Schiacciato dal Potere. Ora nelle vesti del dittatore-dio Stalin, ora negli abiti apparentemente più alla mano del Segretario Chruschev, l’uomo pannocchia, che prova a sdoganarlo, dopo la feroce opposizione del regime stalinista, e invece riesce nell’impresa di annetterlo completamente al Partito. La storia è un andirivieni di vorrei ma non posso, non devo, non sono capace, ed esprime la struggente fragilità di una delle figure più illuminate della musica russa.

Massimiliano Città, nasce in quel di Cefalù (chè Castelbuono, dove la famiglia risiede, non ha ospedali e le levatrici hanno smesso d’esser tali) in un’afosa giornata di luglio del 1977 con un blues in Eb sulla pelle. Inciampa e si rialza nel cortile di nonna, dove fantasmi e amici iniziano ad affollare la mente. Viaggia da solo. Cresce artisticamente nel gruppo Kiroy, accolita palermitana di scrittori, pittori e musici. Nel 2004, sotto lo pseudonimo di VagabondoEbbro, pubblicato da CUT-UP Edizioni di La Spezia, esce il racconto «Delirio di un Assassino», inserito nella raccolta “Lost Highway Motel”. Ha pubblicato «Keep Yourself Alive» (2009, Lupo Editore), «Rumori» (2017, Bookabook), «Tremante» (2018, Castelvecchi), «Incisioni» (2023, L’Erudita) e «Agatino il guaritore» (2024, Il ramo e la foglia). Sul blog massimilianocitta.it conduce periodicamente alcune rubriche letterarie tra cui «Cinque domande, uno stile».

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.