Racconti
Piccoli passi in blues
Essere superati dai propri passi, guardarli andare, e restarsene lì, lontani. Essere superati dai propri passi per poi riprenderli. E scende la neve e lieve si posa sull’asfalto, e copre il rumore del nostro passaggio. Il vento soffia leggero, pare…
Il viaggio
Ci sono spazi immensi che racchiudono il nulla. Niente respiri, né gocce di emozione. Campi di aridità seminati a rancore. E nulla intorno. Immense lande in cui oltre a perdere l’eco della propria voce si smarrisce il filo di ogni…
La lettera e il comò
C’erano giornate di vento. E lo sentivi, entrava senza chiedere permesso. Bussava forte, e i fragili vetri delle finestre di nonna non riuscivano a lasciarlo per la strada. Entrava e spalancava ogni cosa. Cuori e aperture. Scostava i panni, li rigirava alla rinfusa…
L'ombra di un fratello
La luce del giorno sta scemando lentamente oltre la collina e il rumore delle voci della gente nasconde la mia malinconia. Arresto i passi di fronte questa roccia umida e mi siedo. La notte c’ha fatto compagnia con poche stelle…
Il cortile
– E statti cuietu, un ti moviri. Chi diavulu i picciriddru iè. Ma stu carusu Agatè, un posa ‘n terra? Comi haiu a fari? Dimmillu tu? Talia, veni ca a darimi na manu d’aiutu. Fermu ‘nta seggia picciriddu, oh signuruzzu…
Frammenti dal “Correttore di bozze” – II
Itaca è il grembo materno, il luogo da cui tutto è iniziato. Pervaso dal silenzio che attutisce ogni angoscia, e il rumore non ha ragione d’esistere, perché il rumore è figlio della paura. Tutti proveniamo da Itaca, tutti vogliamo ritornarci.…
Frammenti dal "Correttore di bozze" – I
Maschere che s’intrecciano e deformano i volti, indossiamo vestiti diversi che speriamo possano nascondere al mondo le nostre fragilità e ci ritroviamo per la strada, insieme agli altri, distanti miglia e miglia, eppure vicini. Navi in balia del mare, oggi…
Il cucciolo
Il vento spazza la strada. Qualche passo l’accompagna. Non si sentono voci in giro. L’eco delle campane si spegne oltre le mura della vecchia città, mentre cerco di ripararmi dalle folate gelide dell’inverno. Le case crepitano di passi assonnati, le…
Racconti d'inverno
Nonna portava sulle spalle, leggermente ricurve, uno scialle nero. Segnava il lutto della sua vita, ricordava a se stessa, giorno dopo giorno il dolore della perdita. Quel colore s’insinuava nelle parole che diceva, era compagno di preghiere e speranze, rifugio…
La stanza senza luce
Nonna aveva di che parlare. S’accompagnava a perline nere, legate dallo spago sottile di una preghiera. Parole sussurrate, sospese sulle labbra, pronunciate a fil di fiato, per non far rumore, “Perché Dio” – diceva “non ha bisogno di nessuno che…