Poeticherie
Al comiziante
Questi questi che hanno mani e braccia e gambe per andare proprio come te, questi questi che hanno voci piene e ricordi stanchi da nascondere al dolore questi che hanno visto occhi appesi penzolare e madri e padri sciogliersi…
L’aquilone
Ombra lunga sul prato che sguscia al mutare del vento e gioca; dita tese all’infinito, smarrite nel blu che le sovrasta, stringono l’esile filo poi, una pietra l’inciampo e il legame si spezza e la notte s’avvolge alle membra stanche…
Piccoli passi in blues
Essere superati dai propri passi, guardarli andare, e restarsene lì, lontani. Essere superati dai propri passi per poi riprenderli. E scende la neve e lieve si posa sull’asfalto, e copre il rumore del nostro passaggio. Il vento soffia leggero, pare…
Al risveglio
Un gallo che rimette al mondo il proprio canto, allegri fruscii di foglie in cerca di colore tra esili fili in rame di un sole antico, e auto in corsa, rombanti di clamore, verso lidi migliori a caricare speranze, assenze,…
Impromptu in Eb
Nel viaggio a ritroso di vive memorie incontro i suoi occhi bambini e li inseguo, stanchi, arrossati, spenti dal fuoco di un dolore grottesco a dirsi reale con la voglia di schiudersi ancora. Li vedo, quegli occhi, compiere…
Riposa
Da qualsiasi strada verrai a raggiungermi riposa la fatica sulle mie spalle e il dolore che t’angoscia dentro me, riposa la paura nel fragore di un sorriso che per gioco battezzammo la speranza. Per qualsiasi vita saprai restituirmi riposa…
Giunone all’aratro
Sulle ginocchia è il ragazzo, l’aratro che solca la vita donata dal padre e oltre la siepe una voce nel canto che sfiora la mente come polline i fiori. Poderi lontani coltivano storie di pianti dimessi, rantoli sordi e…
Ritratti di un vagabondo ebbro
Siamo fatti di parole, molti anni fa ho creduto fosse così, molti anni fa ho provato a muovermi attraverso di esse, a cantarle perfino, altre volte ci ho giocato, ed è stato in qualche modo piacevole, una piacevole fatica,…
Il vecchio
Conosce il dolore che ha visto da sempre puntargli la nuca e adesso lo sente avanzare di un passo e s’allunga nell’ombra e la schiena e le gambe e la mano e la tesa bianca per terra. S’inarca la vita…
Reciso
Così sto di una bellezza frantumata, in qualche posto, dentro, e come fiore reciso lascio scivolare sulla nuda terra gocce di linfa, per il vento a venire.