Poeticherie
Tra i campi
Ogni cosa che è non sarà, tra questi campi che s’aprono al fragore del silenzio, tra le foglie che piegano il loro colore, tra la terra e nel passo di luci che segna il cammino, speranza d’aver un raccolto, speranza…
Ovunque
Il vento fuori sferza la mia anima in questa stanza, ed è un gioco di rimandi l’esser fuori e dentro, sentirsi fuori e ovunque dentro.
Rinascite
Ci sono rinascite che hanno il sapore dell’oblio, altre che esplodono di luce, altre ancora che navigano sul filo dell’orizzonte. Ci sono rinascite che vivono sull’aver dato un bacio, un sorriso, un dolore, altre vissute in ripiego d’amore e altre…
Giusto il tempo di una canzone
Giusto il tempo di una canzone è durato. All’inizio una strofa e poi un’altra e un’altra ancora fino a giungere al motivo ripetuto per non ripetersi. Giusto il tempo di una canzone è durato, poi il silenzio crescendo s’è preso…
Versi a raccolta
Amen è la parola che chiedo alle note d’inverno mentre il silenzio scorre tra i filari del campo tracciato da crepe, nel ristagno di voci stantie sospese come nebbia sugli occhi. Sono versi a raccolta questi, compagni di scena, mani…
L’ultima stanza
Solitudine è il sole che guarda alla luna, la punta negli occhi, ma non la sfiora mai. Solitudine è il vento che cerca tra i rami, li scuote di rabbia e raccoglie rumori. Solitudine è il mondo che si riempie…
Distici di un marinaio
La bellezza molteplice di un bacio, di un canto ancora da dire. La sento la nota tenuta dal vento che viene dal mare e solca la riva. Ho sogni da viverne tutta una vita ma una sola non basta per…
La parola mancante
In principio fu difficile da pronunciare, un suono sconnesso, un’imitazione. Poi fu luce negli occhi. Scoperta, piegata, raccolta come conchiglia portata alla riva a sfiorare la mente, a riempirla di storie feconde. Era un sussurro d’ombra, un cammino leggero, oltre…
Semino parole per non morirci dentro
Semino parole per non morirci dentro. Vorrei germogliassero non come fiori perfetti, ammalianti per sguardi distratti, non come frutti luminosi a guarnire banchetti preziosi, vorrei germogliassero come umili rape di campo per nutrire vaganti affamati, per fornirmi un’altra via…
Respiro
Ho occhi imbrattati d’amore, le palpebre stanche e lo sguardo che muore. Ho mani che parlano ancora nel buio tremante che volge all’aurora. E ho voce per dire e per dirti che è musica quando respiri la notte.